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Burnout scolastico negli adolescenti: uno studio comparativo tra Italia e Svizzera

Valutare lo stato di esaurimento emotivo e di frustrazione legato all’esperienza scolastica, quantificare il senso di cinismo e di sfiducia con cui i giovani guardano al mondo della scuola e alle occasioni di apprendimento, rilevare il senso di inadeguatezza con cui gli adolescenti percepiscono loro stessi nei confronti del gruppo dei pari e degli insegnanti.

Questi i tre obiettivi dello studio condotto e pubblicato sull’European Journal of Investigation in Health, Psychology and Education in maniera congiunta dal team di ricerca dall’Università LUMSA e dalla Haute École Pédagogique Vaud. La ricerca ha coinvolto, in Italia e in Svizzera, 840 studenti (497 nel nostro paese, 343 oltralpe) di lingua italiana e francese.

A condurre lo studio le Prof.sse Caterina Fiorilli e Simona De Stasio dell’Università LUMSA e la Prof.ssa Piera Gabola della University of Teacher Education Vaud (Haute École Pédagogique Vaud). Membri del team di ricerca anche gli studiosi Marine Hascoët e Nicolas Meylan.

Utilizzando un questionario basato sullo School Burnout Inventory (SBI), sono stati analizzati nove diversi indicatori, riassunti poi per rispondere ai tre obiettivi di ricerca, tre dimensioni scientificamente racchiuse nella definizione del burnout scolastico, ovvero la misura più immediata di disadattamento degli studenti a scuola. La letteratura internazionale e nazionale conferma infatti che gli studenti con più alti livelli di burnout scolastico hanno maggiori rischi di dispersione scolastica, di rendimenti bassi, di comportamenti di disadattamento a scuola, di scelte future meno ambiziose e disimpegnate, nonché il rischio di successivo sviluppo – in età adulta – di forme di sofferenza depressiva.

Guardando ai risultati, è emerso chiaramente che:

  • In entrambi i paesi gli studenti tra i 16 e i 18 anni hanno livelli di burnout scolastico più elevati dei compagni più giovani
  • Gli studenti italiani soffrono più dei coetanei svizzeri di esaurimento emotivo, frustrazione, demotivazione e cinismo verso il mondo della scuola e il futuro

Un’analisi più attenta dei due sistemi educativi mette subito in luce una differenza importante. Nel sistema svizzero è prevista stabilmente una equipe di supporto rivolta interamente agli studenti. Si tratta di un gruppo di esperti (psicologi, psicomotricisti, pedagogisti) sempre disponibile, su richiesta dei ragazzi, ad ascoltarli e sostenerli nei momenti di difficoltà. I centri di ascolto sono solo occasionalmente presenti negli istituti scolastici italiani, pur essendo invece una risorsa continuativa e non soggetta a disponibilità di budget nel sistema svizzero.

Sebbene le differenze tra i due paesi non debbano essere interpretate solo attraverso questa chiave, essendo il tema ben più complesso, dalla ricerca LUMSA-HEPV emerge chiaramente come la possibilità di contare su una risorsa umana esperta, che non sia il proprio docente, risulti particolarmente importante ed evidenzia la differenza che tali sistemi di supporto possono fare per un adolescente.

L’articolo, «Adolescents’ School Burnout: A Comparative Study between Italy and Switzerland» è disponibile in lingua inglese in modalità open access.

Pubblicato il 07/09/21 in : IN EVIDENZA

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