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Maternità surrogata: il ruolo della cooperazione internazionale a protezione delle donne e dei bambini

La maternità surrogata o surrogazione di gravidanza è un mercato transnazionale molto fiorente che non potrebbe esistere senza la disponibilità delle donne a mettere a disposizione i loro corpi, la loro affettività e le loro capacità riproduttive per denaro. 

Il mercato sopravvive anche in seguito alle restrizioni introdotte dai singoli stati, semplicemente spostandosi e trovando nuove "terre fertili”: se fino a qualche anno fa il Sud-Est asiatico e in particolare l’India era la destinazione principale della surrogazione low cost, oggi gli emergenti bacini di manodopera procreativa si trovano in Sud America, Africa ed Europa orientale. 

Le donne vengono attratte dall'opportunità di guadagnare una somma di denaro che sarebbe a loro inaccessibile attraverso altre attività, e oltretutto diventando fautrici della felicità di quelle persone che tanto desiderano un figlio ma non possono averlo in modo naturale (a causa di infertilità o perché in una relazione omosessuale). 

Spesso però queste donne non hanno accesso a informazioni adeguate sui rischi che corrono intraprendendo questo tipo di lavoro procreativo: rischi per la loro salute fisica e psicologica, per la loro vita, nonché per la loro stessa fertilità.

La scarsità di informazioni riguarda anche i rischi a cui vengono sottoposti i bambini concepiti per una gravidanza surrogata e che al momento della nascita vengono allontanati dalle donne che li hanno partoriti per essere consegnati ai genitori committenti o genetici. 

Colmare questo gap informativo tra le donne più vulnerabili al reclutamento da parte delle agenzie di surrogazione è un’azione necessaria a prescindere dal dibattito in corso nella società civile e nelle istituzioni di svariati paesi, sulla possibilità di vietare oppure regolare questa pratica procreativa. 

La sociologa Daniela Bandelli, con la collaborazione del Center for Family and Human Rights (C-Fam), istituto di ricerca specializzato sulle politiche sociali e per la famiglia delle organizzazioni internazionali, e di Steadfast Onlus, associazione impegnata nella lotta alla tratta in Nigeria, ha prodotto un documento per sollecitare l’intervento del settore della Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo a protezione di donne e bambini nel Sud del Mondo da nuove forme di sfruttamento procreativo. 

In particolare vengono auspicate azioni informative per accrescere la consapevolezza delle donne sui rischi della surrogazione, per la loro salute e per i bambini, ma anche sulle implicazioni etiche e sociali di questo modo di mettere al mondo esseri umani. 

Daniela Bandelli ha svolto una ricerca triennale sul tema della maternità surrogata esplorando il dibattito pubblico e il ruolo dei movimenti femminili negli Stati Uniti, in Messico e in Italia. Il suo progetto, Womoges, è stato finanziato dal programma per la ricerca e l’innovazione dell’Unione Europea Horizon 2020 attraverso lo schema Marie Skłodowska-Curie (grant agreement No 792464)

Per approfondimenti

www.womoges.wordpress.com

Raising Awareness on Gestational Surrogacy

Pubblicato il 26/03/21 in : IN EVIDENZA

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