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Dallo Statuto Albertino alla Costituzione Repubblicana

Mercoledì 23 giugno 2021

Ore 9.30-13.30 e 15.00-19.00

Online sui canali YouTube dellUniversità LUMSA e della Fondazione Ugo Sirito e Renzo De Felice

 

Approfittando delle celebrazioni per il 75° anniversario delle votazioni referendarie del 2 giugno, la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in collaborazione con l’Università LUMSA e il patrocinio della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Mibact, vuole ricordare questo anniversario con un convegno di natura storico-giuridica, che si svilupperà lungo due sessioni, mattutina e pomeridiana.

 

La prima parte del convegno ha l’obiettivo di ripercorrere la vicenda istituzionale italiana, partendo dallo Statuto Albertino e dalla sua evoluzione, fino a giungere alle elezioni del 2 giugno 1946 e all’elaborazione della Carta costituzionale repubblicana. La concessione dello Statuto nel marzo del 1848 costituì un passaggio importante nella storia costituzionale italiana, dal momento che dotò il Regno di Sardegna, prima, il Regno d’Italia, poi, di una carta costituzionale ispirata ai principi del costituzionalismo ottocentesco. Fu solo all’interno della cornice istituzionale dello Statuto, che poté svilupparsi il percorso liberale del Regno d’Italia che, tra alti e bassi, attraversò tutto il corso dell’Ottocento per arrivare all’appuntamento della Grande Guerra. Fu solo dopo la Prima guerra mondiale e con la successiva radicalizzazione dello scontro politico interno, con l’ascesa del fascismo nel 1922, che lo Statuto mostrò una certa inadeguatezza alla nuova temperie che si stava delineando in Europa tra le due guerre mondiali. Inadeguatezza che, abbinata al carattere flessibile dello Statuto, consentì al fascismo di stravolgere il carattere liberale della Carta, instaurando una dittatura liberticida.

 

 Il crollo del fascismo e la corresponsabilità della corona dei Savoia con il regime, portò con sé la messa in discussione anche dello Statuto che si ritenne, a ragione, ormai superato. Tant’è che, a prescindere dall’esito referendario, era unanime la decisione che lo Statuto sarebbe stato completamente rinnovato. La vittoria della Repubblica il 2 giugno 1946 consentì non solo il mutamento istituzionale, ma anche, grazie alla contemporanea elezione per l’Assemblea Costituente, l’elaborazione di una nuova Carta Costituzionale che entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Fu grazie al lavoro della Commissione dei 75 che la Carta costituzionale venne elaborata e approvata in maniera relativamente rapida, resistendo alle influenze dell’incipiente Guerra fredda.

 

A questa parte del convegno, nella quale storici contemporaneisti e delle istituzioni ripercorreranno la lunga vicenda istituzionale italiana dal 1848 al 1948, si accompagnerà una seconda sessione che affronterà le attuali dinamiche tra i vari organi istituzionali previsti in Costituzione. La recente crisi sanitaria determinata dalla pandemia da Covid-19 ha mostrato, in effetti, tutta una serie di problematiche nei rapporti tra i vari organi dello Stato. Quali che siano gli esiti della crisi che stiamo attraversando, pare opportuna un’ampia riflessione sull’assetto costituzionale italiano, anche alla luce delle modifiche della Carta che hanno mostrato di non rispondere in maniera adeguata in una situazione emergenziale come quella attuale. In tal senso, questa seconda parte del convegno vuole affrontare alcune delle problematiche emerse in questo periodo, cercando di proporre delle idee che possano rimediare al disequilibrio del sistema di check and balance presente nella Carta. Così, i temi che verranno enucleati saranno quelli del ruolo del Presidente della Repubblica nell’ordinamento repubblicano, il circuito Parlamento-Governo-Partiti, il rapporto tra lo Stato e le Regioni, province comprese, il tema della magistratura e, soprattutto, la questione del ruolo della Corte Costituzionale e, infine, il tema del vincolo esterno che sembra essere sempre più dirimente sia a livello politico sia a quello costituzionale.

In tal modo, in questa seconda sessione pomeridiana, alla quale parteciperanno politologici, storici delle istituzioni e giuristi, si cercherà di entrare nel dibattito politico-giuridico attuale, affrontando nodi che, emersi a causa della pandemia, dovranno necessariamente essere affrontati dal futuro legislatore e dalla futura classe politica.

 

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Pubblicato il 15/06/21 in : IN EVIDENZA

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