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Le mani visibili. Una sociologia del cooperativismo

Lunedì 24 maggio 2021
Ore 17.00 - 19.00

Online su Google Meet

Il Dipartimento di Giurisprudenza - Palermo dell’Università LUMSA propone un incontro online in programma lunedì 24 maggio, dalle ore 17.00 – 19.00 su Meet per la presentazione del volume “Le mani visibili - Una sociologia del cooperativismo” (Mimesis, collana Eterotopie, Milano, 2020), scritto dal prof. Umberto Di Maggio, docente di sociologia generale presso il Dipartimento.

Dopo i saluti istituzionali d’apertura che il prof. Gabriele Carapezza Figlia, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza di Palermo, rivolgerà a quanti saranno in collegamento, i lavori entreranno nel vivo. Sui temi del volume interverranno la prof.ssa Consuelo Corradi (ordinario di Sociologia generale, Università LUMSA), il prof. Filippo Barbera (ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro, Università di Torino) e Vito Lo Monaco, Presidente del Centro di Studi ed Iniziative culturali ‘Pio La Torre’ Onlus, che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa.

Coordinerà i lavori il prof. Fabio Massimo Lo Verde (Ordinario di Sociologia generale, Università di Palermo), che del volume ha curato la prefazione. Sarà presente l’autore.

La locandina


Il volume “Le mani visibili. Una sociologia del cooperativismo” è frutto dell’analisi sulla “cooperativa” come organizzazione nata in risposta alle dinamiche delle rivoluzioni industriali che hanno investito la sfera economica e sociale e pone le basi di una Sociologia del cooperativismo che possa comprendere meglio un fenomeno che è divenuto un pilastro della società italiana e mondiale.

Il cooperativismo, sviluppato su base mondiale, è sorto per consentire le attività secondo principi democratici di uguaglianza, sussidiarietà e mutualità, raggiungendo risultati di assoluto rilievo. Questo ha però generato il recente interesse della criminalità organizzata, che sfrutta la forma cooperativa per aumentare i propri guadagni con quella mimetizzazione che Umberto Di Maggio chiama “camouflage isomorfo cooperativistico”. Sono nate così tante “cooperative spurie” che entrano in concorrenza sleale, se non in vero e proprio conflitto (specie nel campo contrattuale) con le vere cooperative sfruttando la buona reputazione del cooperativismo e beneficiando delle facilitazioni erogate al settore. Occorre allora tutelare le “mani visibili” immettendo nel sistema cooperativo una lungimirante etica della responsabilità per cambiare in meglio la crescita civile.

Pubblicato il 27/04/21 in : IN EVIDENZA, Giurisprudenza (Palermo)

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